01/08/15

UWAS#58: "THE ORDER OF THE STICK"

Io, a Dungeons and Dragons, ci ho giocato una volta sola.
Avevo quindici anni - l'età giusta per cominciare, mi si dice - e un pomeriggio il Pela portò a casa di Daniele tutto l'occorrente per una partita - che ora non mi ricordo cosa fosse, ma doveva essere il manuale del master, i dadi e qualche lapis.
Solo che eravamo un gruppo di guasconi rincretiniti, io mi ci stavo pure appassionando un poco ma Maurizio e Gabriele per niente, si misero a mimare gli orchi, mi pare, e qualcuno per fare lo hobbit (che va in giro scalzo) si tolse scarpe e calzini e la stanza divenne una camera a gas e la cosa finì lì, il Pela rimise tutto nello zaino e non se ne parlò mai più.
Quindi no, io in realtà a Dungeons and Dragons non ci ho mai giocato davvero. E pensare che negli anni novanta era un must; sarà stato che c'erano poche console e pochi videogiochi, in televisione guardavamo solo Italia Uno o Videomusic, i fumetti erano quelli della Bonelli e poco altro, alla fine ci si trovava sempre a giocare a pallone o ad un gioco da tavolo; e siccome io c'ho i piedi marci per quanto riguarda il pallone, spingevo sempre per passatempi più intellettuali, tipo il Risiko. Ma Dungeons and Dragons è stato sempre fuori dal mio radar.
Eppure, passano gli anni e scopro di essere stato uno dei pochi.

The Order of the Stick è il fumetto on line di Rich Burlew, dedicato, con amore e dedizione, a quel mondo di appassionati giocatori dei giochi di ruolo che imperversa sul globo. E' la storia di un gruppo di avventurieri che esplorano un universo fantasy alla ricerca di nuove quest, ricompense, nemici e pozioni. Non si tirano i dadi forse, ma i personaggi sono ben consapevoli di essere parte di un sottoprodotto di uno specifico fenomeno culturale, con tutti i giochi e gli scherzi metatestuali che questo comporta. I personaggi infrangono continuamente la quarta parete, fanno riferimenti anacronistici e fuori contesto, giocano e scherzano come giocano e scherzano gli amici che si ritrovano a giocare attorno al manuale del master dopo oltre venti anni di avventure.
The order of the stick ha avuto, ed ha tuttora, un successo straordinario e duraturo, perché risponde perfettamente a quel bisogno di identificazione che spesso si cerca nei prodotti intrattenimento, Ma non è intrattenimento puro, è una riflessione, sincera e profonda, su quanto sia importante riconoscere il nostro bisogno di appartenenza, di condivisione, di essere parte di un qualcosa più grande. Siamo tutti avventurieri, siamo tutti parte di un team, siamo tutti alla ricerca della nostra personale ricompensa.
Heike
Risorse web:
- The Order of the Stick
- Dungeons and dragons (ufficiale)
- Gruppo Luce Nera (un gruppo di amici miei che fanno GdR dal vivo)

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